Il SUP, o Stand Up Paddle, ha origini che risalgono alle antiche popolazioni polinesiane, che lo utilizzavano come mezzo di trasporto e per la pesca nelle acque del Pacifico. Questi primi “paddlers” impiegavano lunghe pagaie e tavole ricavate da tronchi di legno per navigare tra le isole. Nella sua versione moderna, il SUP nasce alle Hawaii, negli anni ’60, quando i surfisti locali iniziarono a pagaiare in piedi su tavole da surf più grandi, sia per avere una visuale migliore sulle onde che per fotografare i turisti. Questa variante del surf divenne presto popolare tra chi cercava un’attività alternativa al classico surf, che permettesse di godersi il mare con più calma e stabilità. Negli anni 2000, il SUP ha iniziato a espandersi rapidamente nel resto del mondo, grazie alla sua versatilità e accessibilità.
Una tavola da SUP è lunga fra i 3 e i 4 metri e oggi è quasi sempre gonfiabile: sta in uno zaino e si gonfia dalla valvola in pochi minuti. Sopra trovi la zona antiscivolo per i piedi, la maniglia di trasporto e i lacci elastici per borraccia e sacca stagna; sotto, le pinne che tengono la direzione. Il leash lega la caviglia alla tavola: se cadi resta a portata di mano, ed è l’accessorio di sicurezza più importante.